01 Giugno 2020
Manifestazioni

38° Marcia delle Sbarre 10° Trofeo C.S.C.

24-11-2019 - MANIFESTAZIONI
Dom
24
Nov 2019
orario: DOMENICA 24-NOVEMBRE Part. Ore 8.00 - 8.30
dove: Vicopisano c/o Circ. Ortaccio Org. G-P- Le Sbarre ( Papeschi A.) Cell. 3845478

MARCIA DELLE SBARRE -TROFEO C.S.C

Questa mattina insiema agli amici podisti delle Tre Province noi del trofeo Pisano siamo stati ospiti dell'amico Silvio Mura presidente del gruppo podistico le Sbarre per la 38° edizione della loro marcia a Vicopisano. Nonostante il tempaccio dei giorni precedenti Silvio insieme ai suoi collaboratori sono riusciti a farci trovare una manifestazione con un'organizzazione quasi perfetta. La partenza datta alle ore otto in punto data dal presidente del gruppo quando si e accertato che tutto era pronto sui percorsi
A proposito di VICOPISANO ecco alcuni cenni storici

Vicopisano sorgeva su un colle alla confluenza di due importanti vie d'acqua entrambe navigabili: l'Arno (poi deviato nel 1560), che consentiva il collegamento con Pisa ed il mare, e l'Auser o Serezza, che metteva in comunicazione con il Lago di Bientina (chiamato Lago di Sextum/Sesto nei documenti lucchesi e prosciugato a partire dal 1859) da cui proveniva, e quindi con la Piana di Lucca.
Non è improbabile quindi che il colle fosse già abitato in epoca etrusca, come testimoniano reperti ceramici databili al V secolo a.C. rinvenuti nella zona.
In virtù di tale posizione strategica, da vicus (insediamento aperto, non difeso) l'insediamento diventò già nel X secolo un castellum, ovverosia un insediamento fortificato, per poi divenire, nei cinque secoli successivi, una delle roccaforti militari più rilevanti nella zona di Pisa.
Viene citato per la prima volta nel 934 come Vicus, ma già nel 996 si parla di un castello di Auserissola posto nelle sue immediate vicinanze. Dalla fusione dei due centri, evidentemente assai prossimi, nacque il Vicus Auserissola che poi nel tardo medioevo sarà denominato Vico Pisano.
Nell'XI secolo Vico è soggetto all'autorità vescovile pisana, che aveva ampi possedimenti nella zona, ma già alla metà del secolo successivo (1161) si notano i primi segni di ingerenza da parte del Comune di Pisa nel controllo politico dell'importante luogo. Nel 1165 i vicaresi armarono una delle 11 galee che partecipano ad una vittoriosa spedizione contro i genovesi in Sardegna.
Ed è in questo periodo che i borghi, cresciuti all'esterno del piccolo castello sommitale, cominciano ad ingrandirsi ed a far assumere all'insediamento i toni e le caratteristiche urbanistiche di una piccola città, con domus in pietra verrucana, torri svettanti e massicci palazzi anch'essi in pietra, con una probabile prima cinta muraria che andò ad abbracciare nel suo circuito anche i borghi (Maggiore e Maccione) sorti esternamente alla prima, ristretta cinta muraria. Vicopisano nel corso del XI-XII secolo dovette assumere quindi anche una notevole importanza economica, che ebbe un immediato riscontro nella notevole estensione e qualità edilizia dell'abitato medievale, testimonianza diretta di un ceto di abitanti ricchi abbastanza da poter costruire case e palazzi in pietra, sull'esempio di quelli costruiti nello stesso periodo nella città di Pisa.
Nel XIII secolo, quando Pisa inizia a dare segni di discordie interne fra Comune ed Arcivescovo e fra le varie Famiglie nobiliari, preludio al suo declino, anche il contado viene riorganizzato con funzioni difensive, per meglio sopportare la pressione militare da parte di Lucca e soprattutto di Firenze, che si stava affacciando nel Basso Valdarno. Vico Pisano divenne sede nel 1230 di una "Capitania" assumendo un ruolo strategico nell'organizzazione territoriale del contado della Repubblica Pisana, alla cui sorte era oramai legata indissolubilmente.
Una certa situazione di prosperità perdurò sino alla metà del XIII secolo, parallelamente allo sviluppo della città di Pisa, ma quando quest'ultima si trovò contrastata per mare da Genova (che la sconfisse nel 1284 nella Battaglia della Meloria) e per terra da Firenze e Lucca anche i piccoli centri che gravitavano attorno alla città della torre si trovarono al centro di scontri e combattimenti che contribuirono all'impoverimento ed allo spopolamento delle campagne ed alla conseguente crisi produttiva di tutto il territorio.
Testimonianza di questa fase militare della storia vicarese è la costruzione della Rocca Pisana o Vecchia, citata nel 1330 e costruita nella parte bassa del colle, nella zona attualmente occupata dal Municipio, che ne ingloba tre torri e le mura di cortina. È frequentissimo incontrare il nome di Vicopisano nelle cronache militari dal XIV al XVI secolo, il periodo degli eserciti mercenari e delle compagnie militari comandate dai Capitani di Ventura che, a partire proprio dal XIV secolo, insanguinarono con le loro gesta, le campagne pisane e toscane. Anichino Bongardo, il Conte Lando, Giovanni Acuto, Paolo Vitelli sono solo alcuni di questi guerrieri professionisti che incrociarono il loro percorso di guerra con quello di Vicopisano.
E così, dopo quasi cento anni di guerre, battaglie, scontri, saccheggi e pestilenze (1348), che avevano sconvolto, spopolato ed impoverito il contado pisano e la stessa città di Pisa, Vicopisano cadde alla metà di luglio del 1406 in mano a Firenze, che ebbe in questo modo un più facile accesso diretto alla città di Pisa, (caduta nell'ottobre dello stesso anno) ed al suo porto, che cominciava però ad essere ricolmo dei detriti fluviali ed a perdere la sua funzionalità.
Firenze sfruttò a proprio vantaggio la posizione strategica di Vicopisano, ed adottò qui una politica diversa da altri centri della zona (di cui furono smantellate le difese militari): Vico fu rifortificato e per mantenerne un più saldo controllo fu costruita la Rocca del Brunelleschi progettata a partire dal 1434 dal grande architettoFilippo Brunelleschi, che lasciò così un'impronta indelebile nelle fortificazioni vicaresi e nell'aspetto di ampie porzioni del castello, che fu modificato e in parte distrutto per meglio servire agli scopi difensivi previsti dal Brunelleschi.
Salvo brevi periodi (1494-1498 e 1502-1503) Vicopisano rimase in possesso di Firenze, che ne continuò il ruolo amministrativo che già aveva sotto Pisa, rendendolo sede del Vicariato del Valdarno Inferiore (poi di Vicopisano) una suddivisione giudiziaria ed amministrativa del territorio pisano, che comprendeva una zona molto vasta e popolosa, che nel XV secolo andava da Ripafratta sino a Pontedera, inglobando buona parte della piana pisana (con l'esclusione di Pisa città) e del Monte Pisano.
Il periodo d'oro del borgo era però inesorabilmente passato, in quanto ben presto iniziò la lenta trasformazione che ha portato Vicopisano all'aspetto attuale. Mutata la situazione politica (la formazione del Granducato di Toscana aveva portato alla cessazione delle guerre intestine che avevano segnato il destino e l'importanza di molte fortezze e castelli interni), ma soprattutto la deviazione del corso dell'Arno, portata a compimento a partire dal 1560, con l'intento di migliorare la situazione della zona, modificò radicalmente l'ambiente, determinando la trasformazione dell'antica fortezza in centro agricolo.
Ma ritorniamo alla manifestazione di questa mattina, inanzi tutto i percorsi ,si molto duri , ma ben segnalati e ripuliti con qualche attraversamento di piccoli ruscelli nati in questi giorni per la molta pioggia caduta in cui i podisti per guadarli vi dovevano entrare dentro sino alle caviglie , e di questo alcuni podisti specialmente femminili si sono lamentati,ma per la maggior parte dei chilometri si correva all'asciuto, i ristori ben posizionati e con ottimo te e biscotti, i chilometraggi con centinaia di metri più lunghi, ci hanno portato a poter ammirare lo splendido panorama della valle dell'Arno inferiore con un colpo d'occhio magnifico All'arrivo come al solito calda accoglienza con un bel rustoro finale .Occhi di bue come premio singoli e oggettistica varie per premi alle società.
Un grazie di cuore a Sivio e ai suoi compagni delle SBARRE per la ottima mattinata che ci hanno fatto trascorrere




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