Sarà stata la tramontana fredda come un pesce surgelato, o forse la salita (la prima di una bella serie), ma ero già rintronato come una macchina finita in un fosso dopo una slittata sulla neve...
Già, la neve... un tempo mi piaceva, soffice e leggera come le piume degli uccelli, ma da ragazzino si sà, piacciono molte cose, adesso che sono adulto, guido l´auto, vado a lavorare e corro a piedi, è una cosa che m´infastidisce. Eppure vengo da un paese (Vigevano) che di neve ne ha avuto, e ne ha molta: dall´asfalto alle finestre del primo piano.
La neve rende tutto più magico (e freddo), e le colline di San Miniato, che sanno di sofferenza e sudore estivo, stamani erano bianche e pulite. Quasi quanto un passaggio in lavatrice.
Ho cercato di mettere un po´ di neve da parte per usare nel mese di luglio, ma ho paura che si scolga ben prima. Perciò oggi osservo, ammiro e rabbrividisco.
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Resisto al freddo e al nevischio che ho trovato sulla strada a Ponte a Cappiano, e dopo nella corsa a Cusignano, ma il vento proprio non lo sopporto. Per anni me lo sono portato dentro alle ossa lavorando all´aperto, spesso in zona Montaione. Mi ricordo che la sera neanche i bagni caldi servivano a farlmelo andare via. Era dentro di me come un herpes.
Stamani questa tramontana mi sorvolava la pelle, e la felpa+maglietta, faticavano a tenermela lontana. C´avessi mai preso con il vestiario, il giubbino antivento nero, mi è rimasto nel cassetto. A pensare che ho un borsone pieno di quindicimila cose...
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Se l´anno scorso ho sbagliato strada, oggi ero in una botte di ferro. I cartelli c´erano perfino dove un anno fa non si trovavano, gli addetti erano talmente tanti, che mi sembrava di correre in primavera, quando escono dal letargo come gli orsi.
A parte, giustamente, il tratto scoperto ed annullato, ma chi ha fatto la partenza intelligente -come nel mio caso- ha potuto percorrerlo interamente, divertendosi come un matto su per la salitona con il vento in faccia, e il nevischio che vorticava intorno.
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Una corsa talmente diversa dalle altre che mi fa trovare prima Pastore Calzelunghegialle Baggiani, in arte Daniele, il quale sbalordiva per l´ennesima volta col suo look da Anna dai Capelli Rossi e poi mi regalava una compagna per i restanti tre quarti di percorso: la pimpante, ma un po´ infreddolita, Jessica Giovannini.
Con lei mi sono rilassato nelle salite, ormai quella più tosta era superata, e ho fatto una bella corsa/chiaccherata.
Era iscritta nel mio gruppo, ma una regolamento stupido l´ha dirottata alla Galla di Pontedera.
L´ho lasciata a San Miniato City, perchè un certo mal di pancia si stava insinuando in me. Ovviamente mi ha ripreso e superato in discesa, e io ho camminato -con i dolori sempre più forti- gli ultimi 500 metri.
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Arrivato nel caldo tepore della Casa Culturale, c´era pure alle 8.15... che fatica uscire da lì..., trovo il Morelli e la coppia porcarese, che vorrei tanto vedere sotto un tiepido sole tra una settimana... "fatemi partire alle 11!"
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Per la cronaca il percorso era lungo 23,120 km e l´ho corso in 2h19.59 alla media di 6.03 m/km. La cima Coppi era di 164 metri sul livello del mare. Una buon pacco di kiwi biologici, latte e acqua compensano la fatica di stamani. Un po´ meno lo è stato il ristoro finale dove mi ricordavo di torte ottime e casalinghe, ma che io ho trovato squarnito (ore 10.55) eccetto piccole fettunte...
Loris Neri -- Podistica Galleno